Scanner professionali, i software per ottenere scansioni migliori

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Come ottenere da uno scanner professionale il meglio in termini di qualità delle scansioni? Un segreto c’è (anzi più di uno) e consiste in piccoli accorgimenti e trucchi del mestiere per ottenere file quanto più possibile di qualità. Intanto va saputa impostare la giusta risoluzione per digitalizzazioni eccellenti, ma non per tutti vale lo stesso valore, che dipende sia dal fatto di scannerizzare documenti testuali o fotografici, i primi generalmente in bianco e nero a differenza delle immagini a colori e sia dalla necessità, o meno, di mandare in stampa i file scansionati. Nel secondo caso, per ottenere stampe di qualità, serve alzare l’asticella della risoluzione che deve oltrepassare la soglia dei 1000 Dpi se si vuole che esca il risultato migliore dalla tipografia, fermo restando che per la digitalizzazione di un semplice documento di testo una risoluzione compresa fra 300 e 400 dpi basta e avanza. L’importanza dei software, poi, è davvero notevole se si parla della scelta di scanner professionali.

Certi software danno anche la possibilità di selezionare la Bit Depth, ossia i bit per pixel, un valore che riassume le informazioni contenute in un singolo pixel. C’è differenza se si ha a che fare con documenti in scala di grigio o a colori. Se il file è in bianco e nero, si può scegliere un settaggio che si attesta sugli 8 bits, mentre se siamo di fronte a un file a colori l’opzione consigliata è 24 bits. Formato e compressione fanno il resto nella valutazione complessiva di uno scanner professionale. La scelta del formato incide sulla produttività dello strumento ed è un elemento discriminante che determina differenze sostanziali fra scanner e scanner.

Ma come salvare i file scansionati? Uno dei formati più affidabili è il Tiff, mentre se si tratta di materiale grafico o fotografico si suggerisce di comprimere i Tiff in Lzw. Certi software di scansione consentono di salvare il file digitale nominandolo in modo automatico, ma è comunque preferibile rinominare il documento in fase di salvataggio, ad esempio scegliendo un nome che sia funzionale all’archiviazione e che consenta di ritrovare il file fra i tanti in caso di necessità, senza perdite di tempo.